mercoledì 30 settembre 2015

Lunedì 5 ottobre - Accattone

In collaborazione con Alice nella città
si apre la rassegna PASOLINI - IO SO. APPUNTI PER CINEMA ERETICO:


Accattone

Roma. Anni della Ricostruzione. Le periferie dimenticate nel degrado brulicano di esistenze derelitte che si limitano a sopravvivere con i mezzi che l'occasione offre loro, senza cura alcuna della moralità e delle leggi. Cataldi Vittorio detto Accattone si illude, complice l'amore, di poter conoscere un destino differente...

Forte di soluzioni tecniche genuinamente espressive, impregnato di istanze sociali, Accattone è l'esordio dietro la macchina da presa di un Pier Paolo Pasolini che già come letterato era stato eloquente ed efficace cantore del connaturato opporsi tra primitivismo dell'animo e civilizzazione imposta dalla modernità.


con Franco Citti, Silvana Corsini, Franca Pasut
Accattone di Pier Paolo Pasolini, Italia, 1961, b/n, 116 min. ca

---
Ore 21:10 / Sala Alessandrini, via Matilde di Canossa 18, Crema
Condividi l'evento

mercoledì 23 settembre 2015

Dal 5 ottobre al 2 novembre il cinema pasoliniano

La seconda parte dell'annata 2015 inizia in collaborazione con l'associazione culturale ALICE NELLA CITTÀ con una rassegna cinematografica dedicata alla figura autoriale di Pier Paolo Pasolini.
"Io so. Appunti per cinema eretico" è il titolo scelto per questo ciclo di nove film che, con proiezioni sia il lunedì che il mercoledì (nelle sedi, rispettivamente, cremasca e castelleonese dei circoli) accompagnerà il pubblico di associati dal 5 ottobre al 2 novembre prossimi.



A quarant'anni esatti dalla sua scomparsa, un'occasione per rianalizzare l'identità, i temi e lo stile di una delle menti più poliedriche, moderne, appassionate e controverse del panorama intellettuale del secondo dopoguerra italiano...

«Approcciare questo cinema così caleidoscopico e tuttavia forte e immediato richiede discussione, meditazione e passione. Così Alice e Amenic decidono di focalizzare i propri intenti sul cinema dell’intellettuale più amato e odiato del dopoguerra. Quel “Io so” che ha contribuito ad accelerare la fine della sua esistenza diviene a sua volta essenza stessa del cinema del regista friulano. Cinema, soprattutto nei suoi inizi, che è esperimento di passaggio dalla parola all’immagine. Una parola filmica che è corsara ed eretica insieme. Corsara nel restituirci il senso della sfida al mondo borghese e all’Italia chiusa nelle ferite del dopoguerra, eretica nell’irrisolto dilemma umano del regista, tra fede e ragione tra una vita violenta e la forma in rosa delle sue poesie.»