venerdì 25 agosto 2017

Lunedì 28 Agosto: Il bambino che scoprì il mondo

Festeggiamenti per l'80° anniversario di A.V.I.S. Crema
ancora la rassegna all'aperto CINEMA AL PARCO


Il bambino che scoprì il mondo

In un villaggio rurale del più povero Sudamerica un bambino vede suo padre distaccarsi dalla famiglia in cerca di lontano sostentamento. Quando la mancanza del genitore si farà troppo forte il bambino si metterà al suo inseguimento, guidato dall’eco della melodia che l'uomo soleva suonargli. Il bambino scoprirà tutte le cose belle e tutte le cose brutte di cui è fatto il mondo, e afferrerà infine l’essenza del cuore degli uomini e dello scorrere dei tempi della vita.

Un'esperienza visiva tra le più inconsuete e strabilianti, un'espressività tra le più poetiche e comunicative. Usando tecniche pittoriche artigianali disparatissime (matite colorate, pastelli a olio, penne, pennarelli, collage) e concependo un'ambientazione uditiva senza dialoghi sostanziali ma ricchissima di suoni, melodie e vocalità, Alê Abreu sposa stilizzazione ed accumulo intricato, primitiva significazione e profondità d'interpretazione, consequenzialità ed illinearità e narra un'esemplare storia affettiva intima che non può che compiersi, psicoevolutivamente, attraverso l'onesta consapevolezza che a plasmare il mondo sono anche i mali e le storture.
Selezionato e premiato in oltre quaranta film festival del settore tra i più importanti del globo (da Annecy ad Hiroshima) e nominato agli Oscar 2016 per il miglior film d'animazione.


Il bambino che scoprì il mondo (O Menino e o Mundo) di Alê Abreu, Brasile, 2013, animazione colore, 76 min. ca

---
Ore 21:30
presso il giardino di Parco Chiappa:
via Monte di Pietà 7, Crema (sede A.V.I.S.)
INIZIATIVA GRATUITA APERTA A TUTTA LA CITTADINANZA
ACCESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Condividi l'evento.

venerdì 18 agosto 2017

Lunedì 21 Agosto: Porco Rosso

Festeggiamenti per l'80° anniversario di A.V.I.S. Crema
prosegue la rassegna all'aperto CINEMA AL PARCO


Porco Rosso

C'era una volta, durante la Grande Guerra, l'asso dell'aviazione militare italiana Marco Pagot. C'è ora, qualche anno ed un misterioso sortilegio più tardi, un maiale antropomorfo cacciatore di taglie che pattuglia i cieli dell'Adriatico con un bolide vermiglio. Il suo nome di battaglia è Porco Rosso. I suoi nemici sono i furfanti e i calpestatori della libertà.

Il Maestro dell'animazione (co-fondatore dello Studio Ghibli) Hayao Miyazaki al sesto lungometraggio da lui interamente sceneggiato e diretto offre libero sfogo alla sua antica passione per l'aviazione e per i veicoli bellici, sceglie senza equivoco di esprimere il suo credo antiassolutistico, gioca con grazia romantica a ricreare ed esaltare geografie naturali e urbane di reale connotazione e costumi d'epoca.


Porco Rosso (Kurenai no buta) di Hayao Miyazaki, Giappone, 1992, animazione colore, 94 min. ca

---
Ore 21:30
presso il giardino di Parco Chiappa:
via Monte di Pietà 7, Crema (sede A.V.I.S.)
INIZIATIVA GRATUITA APERTA A TUTTA LA CITTADINANZA
ACCESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Condividi l'evento.

venerdì 4 agosto 2017

Lunedì 7 Agosto: Quel fantastico peggior anno della mia vita

Festeggiamenti per l'80° anniversario della sezione cremasca di A.V.I.S.:
inaugura la rassegna all'aperto CINEMA AL PARCO


Quel fantastico peggior anno della mia vita

Che momento, l'ultimo anno di scuola superiore! Che fase, l'adolescenza! Greg (Thomas Mann) adora fare il creativo e passa ore intere con l'amico Earl (RJ Cyler) dilettandosi a girare filmini. A sé stesso come giovane uomo che si affaccia al mondo dei rapporti e delle responsabilità non vuol mai troppo pensare, e si augura che la vita scolastica che al momento gli rimane scivoli via nel modo più indolore e veloce possibile. Quando Greg, su iniziativa dei genitori, è spinto a passare del tempo con Rachel (Olivia Cooke), una coetanea che ha un grave problema, scopre a poco a poco di essere all'altezza di cose ispiratissime ed ambiziosissime e che l'aver abbassato la guardia e lasciato che il mondo si mettesse in contatto con lui è stato il miglior regalo che avrebbe mai potuto concedersi.

Pellicola indipendente tratta dall'omonimo romanzo (bestseller negli Stati Uniti) di Jesse Andrews, vincitrice dell'edizione 2015 del Sundance Film Festival, Quel fantastico peggior anno della mia vita è un brillante racconto sulla generosità e sull'aiuto. Il regista Alfonso Gomez-Rejon punta dritto sulla demistificazione garbata e sul rilievo del lato più ironico dei drammatici contrattempi della vita, e profonde a non finire invenzioni ed omaggi cinefili dispiegando stili e discorsi che attingono affatto velatamente al Michel Gondry più immaginifico, al Wes Anderson delle caratterizzazioni più strambe, al Solondz dei patimenti delle età di passaggio, all'Ashby della liberazione interiore.


con Thomas Mann, RJ Cyler, Olivia Cooke
Quel fantastico peggior anno della mia vita (Me and Earl and the Dying Girl)
di Alfonso Gomez-Rejon, USA, 2015, colore, 100 min. ca

---
Ore 21:30
presso il giardino di Parco Chiappa:
via Monte di Pietà 7, Crema (sede A.V.I.S.)
INIZIATIVA GRATUITA APERTA A TUTTA LA CITTADINANZA
ACCESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI
Condividi l'evento.

martedì 25 luglio 2017

CINEMA AL PARCO con AVIS e AMENIC (7, 21 e 28 Agosto 2017)

L'Agosto cremasco 2017 può contare su una nuova cinerassegna all'aperto!


Ideato e organizzato da AVIS - Sezione Comunale di Crema, e con il supporto tecnico di Amenic Cinema, CINEMA AL PARCO è un evento gratuito finalizzato a festeggiare insieme a tutta la cittadinanza gli 80 anni di presenza territoriale del dono del sangue e concepito per dare risalto (attraverso lungometraggi indirizzati ad un pubblico sia adulto, sia giovane che giovanissimo) ai temi della generosità, della crescita, della sfida, della compartecipazione, della scoperta: valori importanti che rendono salutare il vivere comune.

Proiezioni i Lunedì 7, 21 e 28 * Agosto 2017
presso il giardino di Parco Chiappa in via Monte di Pietà, 7 - Crema (sede AVIS)
alle ore 21:30
Ingresso libero fino a esaurimento posti

---
(*) in caso di maltempo rinvio delle proiezioni ai Giovedì immediatamente seguenti: 10, 24 e 31 Agosto 2017

giovedì 1 giugno 2017

Amenic all'ART EDITION di Crema In Una Notte

Da VENERDÌ 2 Giugno ore 18:30
a SABATO 3 Giugno ore 02:00
presso il Mercato Austroungarico di piazza Trento e Trieste, Crema
Amenic Cinema muove la città con Asvicom Cremona 


All'interno del percorso Cinema/Fotografia/Danza/Street art (vedi QUI la mappa e i programmi dettagliati), proiezioni cinematografiche non-stop a cura di Amenic Cinema dedicate alla magia della creazione artistica.

Dalle 18:30 di Venerdì 2 Giugno 2017 vi aspettiamo per:
"Fantasia" (registi vari, 1940 - 125min);
"Nitrato d'argento" (Marco Ferreri, 1996 - 88min);
"The Pixar Story" (Leslie Iwerks, 2007 - 88min);
"Bill Cunningham New York" (Richard Press, 2010 - 84min);
"Exit through the gift shop" (Banksy, 2010 - 87min);
"Viaggio nella luna" (Georges Méliès, 1902 - 16min);
"Lo zio Josh va al cinema" (Edwin S. Porter, 1902 - 2min);
"La lanterne magique" (Georges Méliès, 1903 - 5min);
"Backstage" (Roscoe Arbuckle, 1919 - 21min).


EVENTO APERTO A TUTTA LA CITTADINANZA, PARTECIPA E CONDIVIDI.

venerdì 26 maggio 2017

Lunedì 29 Maggio: Paris nous appartient

Ancora la rassegna L'ONDA CHE VENNE DAI CAHIERS


Paris nous appartient

Parigi, ultimi anni Cinquanta: la studentessa Anne è portata dalle circostanze a conoscere una cerchia di persone toccate dal misterioso suicidio del chitarrista, e attivista politico, Juan. Sono il giornalista americano sfuggito al maccartismo Philip Kaufman, il regista teatrale che vorrebbe portare sul palcoscenico il difficile "Pericle" di Shakespeare Gérard Lenz e la dura donna di quest'ultimo Terry. Mentre nervosismo e timori senza nome cominciano a serpeggiare tra tutti loro, Anne indaga e afferra l'esistenza di un complotto globale.

Annunciato da Truffaut come l'esordio più smagliante in trent'anni di cinema francese; rilettura all'inverso di un aforisma di Charles Péguy; derivato in spirito da Fritz Lang; definito ermetico da Bernard Tavernier; Paris nous appartient è l'ambiziosa, politicamente sentita, tribolata nella realizzazione opera prima di Jacques Rivette. Gli elementi centrali sono la palpabile presenza architettonica della metropoli, il teatro come lettura interpretativa del cinema e dunque della vita, l'ossessione per le macchinazioni segrete, l'evoluzione morale che accompagna la ricerca di risposte.


con Betty Schneider, Giani Esposito, Daniel Crohem,
Françoise Prévost, François Maistre, Jean-Claude Brialy
Paris nous appartient di Jacques Rivette, Francia, 1961, b/n, 136 min. ca

---
Condividi l'evento.

venerdì 19 maggio 2017

Lunedì 22 Maggio: Racconti morali I e II, Éric Rohmer

Prosegue la rassegna L'ONDA CHE VENNE DAI CAHIERS

Poche intuizioni sono state così brillanti come quella di Éric Rohmer di praticare cinema anche attraverso la serializzazione antologica di costanti tematiche. La fornaia di Monceau e La carriera di Suzanne sono i primi due tasselli del ciclo narrativo chiamato "Sei racconti morali" mediante il quale il cineasta, già critico, redattore e direttore dei 'Cahiers du cinéma', si è rivelato il portavoce per eccellenza della varietà delle passioni amorose e dell'etica delle relazioni. Rohmer è detentore di un registro dalle affinità intensamente e musicalmente letterarie e i suoi intrecci sono fatti di lucidità estrema, di ironico distacco, di una verbosità consistente che non svuota e banalizza gli enigmi dell'attrazione e della seduzione, ma anzi, con grazia, li rafforza e li innalza.


La fornaia di Monceau

L'attenzione di un giovane viene catturata da Sylvie, una donna bella e distinta che vede ogni giorno incrociare a piedi la sua strada da e per le aule universitarie. Improvvisamente di Sylvie non c'è più traccia. Il ragazzo, fatte delle vane ricerche, finisce per posare gli occhi sulla commessa di una panetteria. Finchè Sylvie riappare.

con Barbet Schroeder, Michèle Girardon, Claudine Soubrier
La fornaia di Monceau (La boulangère de Monceau) di Éric Rohmer, Francia, 1962, b/n, 22 min. ca

*

La carriera di Suzanne

Ai tavolini di un caffè Bertrand e Guillaume fanno conoscenza con una ragazza chiamata Suzanne. Guillaume, il più spigliato e disinvolto dei due, inizia a circuirla e ottiene di entrare in relazione con lei. Gli affari di coppia tra i due si riveleranno pieni di contrasti e di provocazioni, e metteranno in subbuglio anche la vita del mite Bertrand.

con Philippe Beuzen, Christian Charrière, Catherine Sée, Diane Wilkinson
La carriera di Suzanne (La carrière de Suzanne) di Éric Rohmer, Francia, 1963, b/n, 53 min. ca

---
Condividi l'evento.

giovedì 11 maggio 2017

Lunedì 15 Maggio: Fino all'ultimo respiro



Fino all'ultimo respiro

Il tratto parallelo comune di due vite "a mano libera": quella di Michel Poiccard (Jean-Paul Belmondo), sfrontato ladruncolo d'automobili che diviene ricercato dalla polizia per un brutto guaio e quella di Patricia Franklin (Jean Seberg), americana a Parigi che vende giornali sugli Champs-Élysées mentre aspetta di iscriversi all'università e di diventare cronista. Il loro rapporto sentimentale è un tira e molla tra il desiderio di lui di fuggirsene insieme dalla Francia e la volontà di lei di capire se si sente davvero innamorata oppure no. 

Fino all'ultimo respiro è di fatto il lungometraggio che più di ogni altro esprime tutta l'energia della 'Nouvelle vague', che più di ogni altro si fa antitesi perfetta e completa delle prassi cinematografiche che s'intendevano allora scardinare. Storia «giovane sui giovani che si impadroniscono della città» e che decidono di farsi arbitri dei propri destini, il film dell'esordiente Jean-Luc Godard nasce da un soggetto di Truffaut e trasforma i volti di Belmondo e della Seberg in icone dal fascino irripetibile.
Da segnalare la comparsata di Jean-Pierre Melville, il maestro del cinema polar-noir verso cui i redattori dei "Cahiers" nutrivano stima e affetto.


con Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg
Fino all'ultimo respiro (À bout de souffle) di Jean-Luc Godard, Francia, 1960, b/n, 87 min. ca

---
Condividi l'evento.

giovedì 4 maggio 2017

Lunedì 8 Maggio: Le beau Serge

Inaugura la rassegna L'ONDA CHE VENNE DAI CAHIERS


Le beau Serge

Allontanatosi per motivi di salute dall'aria della metropoli, François fa momentaneo ritorno al paesino della sua infanzia. Tra le vecchie conoscenze in cui si imbatte c'è Serge, che si è lasciato sopraffare dalle avversità della vita ed è ora un alcolista. Il torpore e l'abbrutita routine di Serge (fatta anche del rapporto con un suocero altrettanto disperato e la figliastra maliziosa e sensuale di quest'ultimo) sembrano senza via d'uscita; nemmeno la prospettiva di una prossima paternità ha più valore per lui. François, turbato e rattristato dalle sorti dell'amico, si sente in dovere di offrire aiuto ma Serge, non del tutto a torto, vede nella generosità di quei gesti la presunzione e l'ipocrisia dell'imborghesito. La strada per l'esasperazione si fa inevitabile.

Le beau Serge è il film d'esordio di Claude Chabrol (che potè produrlo grazie ad un'inattesa eredità) e la prima opera-manifesto della 'Nouvelle vague'. Sebbene con fare acerbo e disorganico, il regista fissa efficacemente su pellicola alcune delle istanze propugnate con forza dal gruppo di intellettuali e di critici - i redattori della rivista "Cahiers du cinéma" - di cui faceva parte (rinuncia a orpelli e costruzioni a favore di un afflato più genuino, diretto e libero; interesse per le comuni storie di realtà contemporanea; rinnovata considerazione nei confronti dei luoghi esterni e dei paesaggi naturali) e fornisce immediata prova di un'attenzione per l'analisi morale, psicologica e sociale che sarà tra le caratteristiche migliori della sua personale filmografia successiva.


con Jean-Claude Brialy, Gérard Blain, Michèle Méritz, Bernadette Lafont
Le beau Serge di Claude Chabrol, Francia, 1957, b/n, 95 min. ca

---
Condividi l'evento.

martedì 18 aprile 2017

Lunedì 24 Aprile: L'uomo che verrà

Serata di Storia e di Memoria dedicata alla Festa della Liberazione


L'uomo che verrà

Un racconto ispirato a una storia vera, quella della terribile strage di Marzabotto, Monte Sole: siamo nell’Inverno tra il 1943 e il 1944, nel freddo dell’appennino bolognese si confrontano reparti scelti dell’esercito tedesco sempre più in difficoltà e gruppi di partigiani a cui aderiscono anche abitanti della zona. Lo scontro tra le due fazioni scorre sullo sfondo della vicenda umana della famiglia di Martina, una bambina di otto anni che da quando ha perso un fratello neonato ha smesso di relazionarsi a parole con il mondo; il suo sguardo tuttavia è estremamente attento e, nonostante sia presa in giro dai compagni di scuola e dagli amici, Martina dimostra di avere molta consapevolezza di ciò che accade intorno a lei.

Film che intreccia una traccia narrativa che presenta un mescolio tra elementi di fantasia e corrispondenze con alcuni personaggi reali, L’uomo che verrà non è il solito modo di raccontare la guerra di liberazione dal fascismo: Giorgio Diritti, regista e sceneggiatore, cerca di mettere in primo piano gli aspetti emozionali della guerra, il duro e complicato “tirare avanti” che tutti cercano di perseguire, ed è su questo primo piano che si innesta come scenografia il contesto bellico. Purtroppo la cruda realtà del conflitto busserà presto anche alla porta di Martina, che tuttavia saprà affrontare in maniera sorprendente gli avvenimenti che si troverà davanti.



con Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Greta Zuccheri Montanari
L’uomo che verrà di Giorgio Diritti, Italia, 2009, colore, 117 minuti ca.

---
Condividi l'evento.

martedì 11 aprile 2017

I nuovi appuntamenti prima dell'estate


È pronta da svelare la programmazione che occuperà parte di Aprile e tutto il Maggio prossimi, completando la prima metà dell'annata cinefila 2017, e quindi accompagnandoci all'interruzione estiva.
Proiezioni in sala Cremonesi del Museo Civico di Crema e del Cremasco, alle ore 21:10, tessera F.I.C.C. alla mano.


24 Aprile 2017: SERATA DI STORIA E DI MEMORIA — Alla vigilia della Festa della Liberazione, proiezione di "L'uomo che verrà" (Giorgio Diritti, 2009): un'immersione-riflessione sulla fine delle oppressioni e sui colpi di coda drammatici, le ambiguità situazionali e le speranze che tendono a contraddistinguere simili momenti chiave.

L'ONDA CHE VENNE DAI CAHIERS (rassegna dall'8 al 29 Maggio 2017) — L'inizio degli anni '50 del Novecento è un momento cruciale per il cinema europeo e mondiale: nasce a Parigi la rivista mensile di critica cinematografica "Cahiers du cinéma". Al suo interno entusiasti intellettuali lavorano febbrilmente nel revisionare la storia passata della settima arte, nel teorizzare e promuovere nuove idee riguardo l'autorialità e la creazione filmica, nel ridefinire le basi della discussione artistica. Tra i redattori della prima ora dei "Cahiers" ci sono giovani personaggi che presto inizieranno anche a mettere attivamente su pellicola le loro concezioni, divenendo cineasti: si chiamano Éric Rohmer, Jacques Rivette, Jean-Luc Godard, Claude Chabrol e François Truffaut, e Nouvelle vague è il nome con cui il loro stile sarà universalmente identificato.

venerdì 31 marzo 2017

Lunedì 3 Aprile: I visitatori

Ancora la rassegna monografica ELIA KAZAN


I visitatori

Un soldato, in Vietnam, aveva accusato due commilitoni dello stupro e dell'uccisione di una ragazza indigena. Scontata la pena, la coppia di reduci lo rintraccia in campagna, in una lussuosa e solitaria casa dove ha finito per stabilirsi insieme alla fidanzata, al figlioletto neonato e al vecchio padre di lei, famoso romanziere di western e d'avventura. La situazione si fa subito imbarazzante, indecifrabile, poco rassicurante.

Film innovatore per il linguaggio misurato, privilegiante le emozioni e il pathos rispetto alla spettacolarità dell'azione, dal rigore invidiabilmente compatto, I visitatori è tra le ultimissime pellicole girate da Elia Kazan. Soggetto, sceneggiatura e co-produzione si devono al figlio del regista, Chris. Il commento musicale di William Matthews su una serie di componimenti di Bach dona uno spessore insolito al tono generale di questa pellicola a budget ridottissimo che ha come tema la devastazione psicologica creata dalla guerra e le tensioni che attraversano sia coloro che da essa ritornano sia la realtà che dovrebbe riaccoglierli. I visitatori venne presentato al 25° festival di Cannes senza ricevere alcuna menzione di nota.


con James Woods, Patricia Joyce, Patrick McVey, Steve Railsback, Chico Martinez
I visitatori (The Visitors) di Elia Kazan, USA, 1972, colore, 84 min. ca

---
Condividi l'evento.

venerdì 24 marzo 2017

Lunedì 27 Marzo: Splendore nell'erba

Prosegue la rassegna monografica ELIA KAZAN


Splendore nell'erba

Splendore nell'erba del 1961 è, secondo la critica, insieme ad America America e Il compromesso l'opera più intelligente e approfondita di Kazan. Merito del successo del film va anche alla struggente bellezza dell'attrice protagonista, Nathalie Wood. Non si tratta di un dato extracritico: concerne proprio la forza di coinvolgimento che il film possiede per lo spettatore. Si svolge negli anni che precedono e seguono la grande crisi. La storia d'amore al centro dell'intrigo è determinata non tanto dagli avvenimenti della storia ma dalla loro valenza simbolica nella società americana. Gli eventi non sono condizionati da eventi politico-economici ma dalla psicologia che sta alla base degli avvenimenti politici.
Wilma Dean Loomis (Nathalie Wood) e Bud Stamper (Warren Beatty) sono due studenti che frequentano gli ultimi anni di liceo. Tra loro nasce una tenera storia d'amore ma il loro rapporto non ha uno sviluppo coerente: i momenti di crisi che sarebbero naturali tra ragazzi non ancora maturi, sono le occasioni in cui affiorano le contraddizioni esterne al loro rapporto. Bud è figlio di un arricchito del petrolio, un uomo che desidera per il figlio un successo – a lui precluso – nel campo degli studi e che ripone tutte le sue speranze in lui.
Questa insicurezza e impotenza sono doppiate sul piano sessuale, Bud cerca un rapporto d'amore maturo con Dean, ma la ragazza soffre le inibizioni che le derivano da una educazione puritana. Bud cerca sfogo con una ragazza e Dean, per rivalsa, con un compagno di studi. Sono due esperienze fallimentari che separano ancor di più i due amanti. Bud finisce con l'interrompere la relazione andando all'Università. Dean ha una crisi psichica e viene mandata in una casa di cura. Durante la separazione, avviene il crollo della borsa. Il padre di Bud, rovinato negli affari, si getta dalla finestra dell'albergo.
Dean nel frattempo riprende a vivere in comunità, tra i malati, sottoposta a trattamento psicoanalitico, trova un nuovo punto di equilibrio con la realtà che le permette di accostarsi a un altro uomo. Torna a casa e perdona alla madre gli errori commessi nella sua educazione. Ma soprattutto vuole ricercare la causa di tanto dolore, Bud. Con la macchina si spinge fuori città, verso la campagna dove Bud vive con la nuova moglie.
Gli ultimi cinque minuti del film rappresentano il momento più creativo del cinema di Kazan: tra i due non vi è comunicazione (si scambiano solo poche parole), come a voler dire che tra loro non vi è più nulla in comune, le esperienze li hanno allontanati profondamente.
Splendore nell'erba chiude per Kazan la fase che si può definire “classica”, in cui dominano la narratività e le concatenazioni logiche.
Per questo film, William Inge (che compare brevemente anche come attore nella parte di un sacerdote) ottenne nel 1962 l'Oscar alla migliore sceneggiatura originale. Natalie Wood fu candidata all'Oscar alla miglior attrice, ma il premio andò a Sophia Loren per La ciociara.
È stato fatto anche un remake televisivo nel 1981 dal titolo Splendor in the Grass, diretto da Richard Sarafian con Melissa Gilbert e Michelle Pfeiffer nella parte della sorella di Bud.



con Natalie Wood, Warren Beatty, Barbara Loden, Pat Hingle, William Inge
Splendore nell'erba (Splendor in the Grass) di Elia Kazan, USA, 1961, colore, 124 min. ca

---
Condividi l'evento.

venerdì 17 marzo 2017

Lunedì 20 Marzo: Fronte del porto

Prosegue la rassegna monografica ELIA KAZAN


Fronte del porto

Capolavoro vincitore di otto premi Oscar, Fronte del porto racchiude insito nella sua vena di denuncia sociale il tema dominante dell’opera: in un periodo storico molto turbolento e segnato dal Maccartismo, che coinvolse e sconvolse anche Elia Kazan stesso, il regista realizza un film che trae fortemente spunto dal contesto reale per trasmettere un messaggio universale e sempre attuale.
Terry Malloy (Marlon Brando) è un portuale, ex pugile, che il fratello Charley, pezzo grosso in una gang che protegge interessi antisindacali, fa saltuariamente lavorare, come sua pedina. Terry è coinvolto in una spedizione punitiva contro un portuale che aveva intenzione di presentarsi alla Commissione di inchiesta che indaga sulle attività illecite nel porto. Il pestaggio si conclude con l’assassinio di cui Terry è testimone inerte. Con la polizia tutti tacciono. La sorella Edie non vuole che per omertà la morte resti impunita; cerca dunque aiuto in Padre Barry per scuotere le coscienze dei compagni di lavoro che conoscono i mandanti. Sarà proprio la donna, in un complicato e tormentato rapporto amoroso con il protagonista, a cambiare radicalmente il destino di Terry e del porto.


con Marlon Brando, Eva Marie Saint, Rod Steiger, Lee J. Cobb, Karl Malden
Fronte del porto (On the Waterfront) di Elia Kazan, USA, 1954, b/n, 110 min. ca

---
Condividi l'evento.

mercoledì 8 marzo 2017

Lunedì 13 Marzo: Un tram che si chiama Desiderio

Inaugura la rassegna monografica ELIA KAZAN


Un tram che si chiama Desiderio

Giunta a New Orleans per prendersi una pausa dalla vita, la nevrotica Blanche DuBois (Vivien Leigh) afferra il tram 922—Desiderio, scambia per i Campi Elisi e va a bussare alla porta di casa Kowalski, dove abitano la sorella Stella (Kim Hunter) e il cognato Stanley (Marlon Brando). Il suo arrivo turba il già particolare equilibrio della coppia fatto di prepotenze da parte di lui e di remissività da parte di lei. Stanley, tipo indelicato e crudele ma dal fascino conturbante, dimostra fin da subito di non gradire la presenza della cognata tra le pareti domestiche...

Adattamento della pièce di Tennessee Williams (che Elia Kazan già aveva diretto nei teatri), Un tram che si chiama Desiderio è davvero uno di quei film che sono stati capaci di tracciare una nuova era cinematografica. Il penetrante inquadramento psicologico dei caratteri, le tecniche recitative rivoluzionarie, l'animosa esplorazione di argomenti che sfidano la censura, lo spazio scenico trattato non meno degli altri elementi primari lo hanno reso un paradigma per ogni concomitante e successiva schiera di registi, sceneggiatori e attori. Marlon Brando (qui alla sua seconda apparizione sul grande schermo) offre una prova da gigante che lo proietta di diritto nell'olimpo hollywoodiano. Premi Oscar alla Leigh, alla Hunter, a Malden e alla scenografia.


con Vivien Leigh, Marlon Brando, Kim Hunter, Karl Malden
Un tram che si chiama Desiderio (A Streetcar Named Desire) di Elia Kazan, USA, 1951, b/n, 120 min. ca

---
Condividi l'evento.

sabato 4 marzo 2017

Lunedì 6 Marzo: Todo modo

In collaborazione con Presidio cremasco di LIBERA


Todo modo

Gli esponenti di spicco del partito cattolico al potere da trent'anni si ritrovano nel convento di don Gaetano (Marcello Mastroianni) per un periodo di esercizi spirituali. Una serie di delitti comincia a colpire il gruppo di notabili tra cui emerge un uomo che tutti chiamano "il presidente" (Gian Maria Volonté)...

Commedia grottesca tratta dall'omonimo romanzo di Leonardo Sciascia, sceneggiato dal regista Elio Petri, Todo modo descrive il processo di autodistruzione politica della classe dirigente democristiana.


con Gian Maria Volontè, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato, Michel Piccoli, Ciccio Ingrassia, Franco Citti
Todo modo di Elio Petri, Italia, 1976, colore, 130 min. ca

---
Condividi l'evento.

mercoledì 22 febbraio 2017

Lunedì 27 Febbraio: L'uomo di vetro



L'uomo di vetro

Chi direbbe che Leonardo (David Coco) è totalmente, sin dalla nascita, imbevuto degli spietati codici della criminalità organizzata, vedendo la normalissima vita che conduce? Nemmeno lui stesso, alle prese come qualsiasi altro giovane palermitano del vicinato con lavori per mantenersi, relazioni domestiche, puntate in spiaggia e uscite con la fidanzata, ne sembra appieno cosciente. Un giorno circostanze fortuite ne causano l'ingiusto arresto da parte della Polizia. Il fatto lo scuote tanto da minarne la psiche. Comincia a soffrire in maniera indicibile, "Leuccio", ma al contempo una luce torna a rischiarare i suoi ricordi rimossi. Così il raccontare tutto su chi, e che cosa, egli sia realmente diventa l'impellente priorità, il mezzo finale per liberarsi dalle risorte angosce.

Stefano Incerti è esponente della "nuova generazione napoletana" di registi che hanno nella grande tradizione teatrale partenopea il riferimento principale per una resa narrativa e per una direzione attoriale le più sapienti, accurate e nobili possibili. L'uomo di vetro (ispirato alla vicenda degli anni '70 di Leonardo Vitale, il primo "pentito" collaboratore di giustizia della storia italiana) è uno dei suoi tipici film anticonformisti, umanamente scottanti, incentrati sulla volontà di lottare anche quando si va drammaticamente contro le proprie radici, i propri affetti.


con David Coco, Tony Sperandeo, Anna Bonaiuto, Ninni Bruschetta, Elaine Bonsangue
L'uomo di vetro di Stefano Incerti, Italia, 2007, colore, 96 min. ca

---
Condividi l'evento.

giovedì 16 febbraio 2017

Lunedì 20 Febbraio: Fortapàsc

In collaborazione con il Presidio cremasco di LIBERA


Fortapàsc

Torre Annunziata con i suoi giochi di potere tra camorra e politica fa da sfondo alla vicenda umana del giornalista Giancarlo Siani, ultimo baluardo della legalità in una città dove tutti sembrano rassegnati a una falsa normalità e quasi infastiditi da chi cerca di smuovere le torbide acque che celano i malaffari degli amministratori locali: Siani pagherà con la vita il suo sfregio allo status quo, ma il suo esempio resterà vivo.
Fortapàsc è la storia vera di un cronista napoletano che, dapprima casualmente e poi sempre più coscientemente, cercherà di andare a fondo dei rapporti che legano l’amministrazione comunale di Torre con il potente boss locale Valentino Gionta.

Giancarlo Siani e la scomoda verità dei giochi di potere attorno ai fondi per la ricostruzione post-terremoto dell’Irpinia (1980): un intrigo di sotterfugi e scambi di favori, prestanomi e aziende compiacenti, che Siani ingenuamente prova a scoperchiare mettendo in gioco la sua professione e la sua vita, nel tentativo di essere un “giornalista giornalista” e non un semplice “giornalista impiegato”.


con Libero De Rienzo, Valentina Lodovini,
Fortapàsc di Marco Risi, Italia, 2008, colore, 103 min. ca

---
Condividi l'evento.

martedì 7 febbraio 2017

Lunedì 13 Febbraio: Salvatore Giuliano

In collaborazione con il Presidio cremasco di LIBERA


Salvatore Giuliano

Mentre gli Alleati giungono in Italia e la Liberazione comincia il suo corso il governo siciliano coltiva mire d'indipendenza e stringe contatti scellerati con il mondo dei banditi per assicurarsi un clandestino esercito separatista. Viene fatto comandante del movimento armato Salvatore Giuliano. Sanguinosissimo e sempre più fuori dal controllo degli amministratori dello Stato, suoi ordinanti, Giuliano arriva a macchiarsi di una grandissima, terribile strage di innocenti civili e lavoratori in quel di Portella Della Ginestra. Dopo anni di fughe e nascondigli verrà trovato cadavere; la verità su chi l'abbia ucciso e su tutti i retroscena delle sue imprese: sviata dall'omertà e sepolta con lui.

Fotografia maestosa e passo di esemplare chiarezza, Salvatore Giuliano è tra le più riuscite lezioni cinematografiche di storia, di indagine processuale, di politica e di sociologia che siano mai state prodotte, non solo in Italia. Francesco Rosi scompone gli elementi narrativi e li riassembla a scapito della cronologia ma a favore di suggestione e coinvolgimento, fonde finzione e documentarismo, rifugge protagonismi e mitizzazioni, omaggia il neorealismo. Un caposaldo del cinema di impegno civile.
Migliore regia alla Berlinale nel 1962, Salvatore Giuliano ha punto le coscienze proprio pochi mesi prima che la Commissione Nazionale d'Inchiesta sulla Mafia fosse istituita.


con Pietro Cammarata, Salvo Randone, Frank Wolff
Salvatore Giuliano di Francesco Rosi, Italia, 1962, b/n, 118 min. ca

---
Condividi l'evento.

lunedì 30 gennaio 2017

Rassegne Febbraio e Marzo 2017

Ecco svelato il ricchissimo programma che occuperà i Lunedì sera dei prossimi due mesi! Proiezioni in collaborazione con importanti associazioni, ancora in sala Cremonesi presso il Sant'Agostino, Museo Civico di Crema e del Cremasco alle ore 21:10.


6 Febbraio: Apertura d'anno con FIAB Cremasco. Serata di "biciclette animate".

LA ZONA GRIGIA. IL POTENTE, IL GIUSTO E IL VERO (13 Febbraio - 6 Marzo) — In collaborazione con il Presidio cremasco di LIBERA - Associazioni nomi e numeri contro le mafie, rassegna di proiezioni-conversazioni dedicata ai temi della legalità, dei poteri forti, della verità giornalistica e della giustizia così come lo sguardo di impegnati Autori italiani classici e recenti ha saputo restituire.

ELIA KAZAN (13 Marzo - 3 Aprile) — Monografia per riscoprire il grande regista di origini greche ma nato in Turchia e naturalizzato statunitense, espertissimo di teatro e co-fondatore dell'Actors Studio, attraverso i cui film ben più di un leggendario attore fu lanciato nel firmamento hollywoodiano.

INGRESSO CON TESSERA F.I.C.C.:
SOTTOSCRIVIBILE O RINNOVABILE IN LOCO AL COSTO DI 7,00 € ANNUI

martedì 24 gennaio 2017

Lunedì 6 Febbraio: Melanzane — Estate andalusa

In sala Cremonesi
rinnovo/sottoscrizione TESSERE F.I.C.C.
e inaugurazione dell'annata cinematografica 2017
Serata con FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA
(sezione di Crema)


Melanzane — Estate andalusa

È di scena l'Andalusia, alla Vuelta di Spagna. Il ciclista Pepe Benengeli vive la tappa con particolare turbamento: le dinamiche della sua squadra d'appartenenza si stanno mettendo contro di lui e in più la carovana passerà dal suo villaggio natale, lasciato con rancore anni prima. L'osteria del paese è addobbata a festa; i famigliari di Pepe (tra cui il fratello appena sposato) e ogni avventore stanno facendo il tifo per lui.

Dallo storico e attivissimo studio d'animazione giapponese Madhouse un mediometraggio tratto dal manga Nasu capace di conquistare per l'efficace calibrato dosaggio tra suspense sportiva (come da perfetta tradizione "spokon") e resa psicologica e sentimentale del personaggio. Un piacevole omaggio al ciclismo ma anche a una Terra e alle sue conviviali tradizioni.


Melanzane — Estate andalusa (Nasu: Andarushia no natsu) di Kitaro Kosaka, Giappone, 2003, colore, 46 min. ca

---
Condividi l'evento.

lunedì 23 gennaio 2017

Il 2017 cinematografico al via il 6 Febbraio

Inaugura Lunedì 6 Febbraio prossimo (sala Cremonesi, ore 21:10) il nuovo anno di proiezioni di Amenic Cinema. Tutti coloro che sottoscriveranno o rinnoveranno la tessera F.I.C.C. del circolo di cultura cinematografica avranno accesso agli eventi, i primi in allestimento dei quali saranno nel segno di collaborazioni con associazioni preziosissime per il territorio per il loro attivo impegno nel trasmettere ideali positivi, solidali e utili quali Libera Contro le Mafie Presidio Cremasco e FIAB Cremasco.
Presto il calendario completo ed i dettagli di ogni evento.