mercoledì 22 febbraio 2017

Lunedì 27 Febbraio: L'uomo di vetro



L'uomo di vetro

Chi direbbe che Leonardo (David Coco) è totalmente, sin dalla nascita, imbevuto degli spietati codici della criminalità organizzata, vedendo la normalissima vita che conduce? Nemmeno lui stesso, alle prese come qualsiasi altro giovane palermitano del vicinato con lavori per mantenersi, relazioni domestiche, puntate in spiaggia e uscite con la fidanzata, ne sembra appieno cosciente. Un giorno circostanze fortuite ne causano l'ingiusto arresto da parte della Polizia. Il fatto lo scuote tanto da minarne la psiche. Comincia a soffrire in maniera indicibile, "Leuccio", ma al contempo una luce torna a rischiarare i suoi ricordi rimossi. Così il raccontare tutto su chi, e che cosa, egli sia realmente diventa l'impellente priorità, il mezzo finale per liberarsi dalle risorte angosce.

Stefano Incerti è esponente della "nuova generazione napoletana" di registi che hanno nella grande tradizione teatrale partenopea il riferimento principale per una resa narrativa e per una direzione attoriale le più sapienti, accurate e nobili possibili. L'uomo di vetro (ispirato alla vicenda degli anni '70 di Leonardo Vitale, il primo "pentito" collaboratore di giustizia della storia italiana) è uno dei suoi tipici film anticonformisti, umanamente scottanti, incentrati sulla volontà di lottare anche quando si va drammaticamente contro le proprie radici, i propri affetti.


con David Coco, Tony Sperandeo, Anna Bonaiuto, Ninni Bruschetta, Elaine Bonsangue
L'uomo di vetro di Stefano Incerti, Italia, 2007, colore, 96 min. ca

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giovedì 16 febbraio 2017

Lunedì 20 Febbraio: Fortapàsc

In collaborazione con il Presidio cremasco di LIBERA


Fortapàsc

Torre Annunziata con i suoi giochi di potere tra camorra e politica fa da sfondo alla vicenda umana del giornalista Giancarlo Siani, ultimo baluardo della legalità in una città dove tutti sembrano rassegnati a una falsa normalità e quasi infastiditi da chi cerca di smuovere le torbide acque che celano i malaffari degli amministratori locali: Siani pagherà con la vita il suo sfregio allo status quo, ma il suo esempio resterà vivo.
Fortapàsc è la storia vera di un cronista napoletano che, dapprima casualmente e poi sempre più coscientemente, cercherà di andare a fondo dei rapporti che legano l’amministrazione comunale di Torre con il potente boss locale Valentino Gionta.

Giancarlo Siani e la scomoda verità dei giochi di potere attorno ai fondi per la ricostruzione post-terremoto dell’Irpinia (1980): un intrigo di sotterfugi e scambi di favori, prestanomi e aziende compiacenti, che Siani ingenuamente prova a scoperchiare mettendo in gioco la sua professione e la sua vita, nel tentativo di essere un “giornalista giornalista” e non un semplice “giornalista impiegato”.


con Libero De Rienzo, Valentina Lodovini,
Fortapàsc di Marco Risi, Italia, 2008, colore, 103 min. ca

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martedì 7 febbraio 2017

Lunedì 13 Febbraio: Salvatore Giuliano

In collaborazione con il Presidio cremasco di LIBERA


Salvatore Giuliano

Mentre gli Alleati giungono in Italia e la Liberazione comincia il suo corso il governo siciliano coltiva mire d'indipendenza e stringe contatti scellerati con il mondo dei banditi per assicurarsi un clandestino esercito separatista. Viene fatto comandante del movimento armato Salvatore Giuliano. Sanguinosissimo e sempre più fuori dal controllo degli amministratori dello Stato, suoi ordinanti, Giuliano arriva a macchiarsi di una grandissima, terribile strage di innocenti civili e lavoratori in quel di Portella Della Ginestra. Dopo anni di fughe e nascondigli verrà trovato cadavere; la verità su chi l'abbia ucciso e su tutti i retroscena delle sue imprese: sviata dall'omertà e sepolta con lui.

Fotografia maestosa e passo di esemplare chiarezza, Salvatore Giuliano è tra le più riuscite lezioni cinematografiche di storia, di indagine processuale, di politica e di sociologia che siano mai state prodotte, non solo in Italia. Francesco Rosi scompone gli elementi narrativi e li riassembla a scapito della cronologia ma a favore di suggestione e coinvolgimento, fonde finzione e documentarismo, rifugge protagonismi e mitizzazioni, omaggia il neorealismo. Un caposaldo del cinema di impegno civile.
Migliore regia alla Berlinale nel 1962, Salvatore Giuliano ha punto le coscienze proprio pochi mesi prima che la Commissione Nazionale d'Inchiesta sulla Mafia fosse istituita.


con Pietro Cammarata, Salvo Randone, Frank Wolff
Salvatore Giuliano di Francesco Rosi, Italia, 1962, b/n, 118 min. ca

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